La fusione tra web design e social: intervista a Carlotta Silvestrini

La fusione tra web design e social: intervista a Carlotta Silvestrini

Quante volte lo abbiamo ripetuto? Non esistono più le divisioni tra settori: il web marketing ha bisogno di fusione tra le varie competenze. Così il copy dialoga e lavora insieme a chi si occupa della SEO, chi fa social si interfaccia con chi scrive i testi e con chi cura il design. E via verso questa direzione. Per questo le figure che fondono diverse competenze in alcuni casi risultano vincenti: perché riescono a lavorare contemplando prospettive di altri campi, senza paraocchi e inutili confini. Qualche settimana fa abbiamo intervistato Laura Lonighi: oggi è il turno di Carlotta Silvestrini. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Carlotta Silvestrini (www.improntedigitali.net) e mi occupo di grafica, web design e comunicazione. Per dirla in modo concreto, aiuto le aziende a comunicare in modo efficace attraverso il web e la pubblicità. Racconti ai lettori come hai iniziato? Ho iniziato perché avevo bisogno di stare a stretto contatto con l’informatica, ma nella sua sfaccettatura più artistica e umana. Vista la mia allergia al codice e il mio amore per il dialogo e la creazione, ho cercato di ritagliarmi una professione su misura. Sono convinta che bisogna cercare di fare solo quello di cui si è capaci. In questo modo si crea qualità per il cliente e non si arriva a fine giornata con il fegato divorato dall’insoddisfazione. Meglio lavorare come un lupo solitario o in team? La verità? Io sono un orso. Non fatevi ingannare dalla mia loquacità. Sono una grande amante del silenzio e dell’isolamento totale, anche se quando decido di uscire allo scoperto ci metto tutta me stessa. Amo le collaborazioni (ormai...
[Infografica] Native advertising: è efficace?

[Infografica] Native advertising: è efficace?

Questo è uno dei grandi dubbi relativi al concetto di native advertising. Ok, ha una storia antica e non è nata ieri. Molti credono che racchiuda il futuro dell’advertising online. Ma la native advertising funziona? È realmente efficace? Secondo lo studio condotto da Sharethrough e IPG Media Lab la risposta è affermativa. Nell’arco di sette mesi hanno utilizzato tecniche di eye-tracking e sondaggi per comprendere la reale efficacia di questa forma di ADS. Il campione di riferimento era composto da 4.770 partecipanti, ed ecco i risultati più interessanti: La native advertising riesce ad attirare l’attenzione con maggior efficacia rispetto al banner tradizionale. I consumatori hanno visualizzato gli annunci legati alla native advertising il 53% in più rispetto alla pubblicità classica.   La native advertising è più efficace per il brand. I contenuti che le persone trovano nella native ADS sono quelli che vorrebbero realmente condividere con gli amici. Le persone sono più propense ad effettuare un acquisto (18% della native advertising rispetto al 9% del banner pubblicitario) e si identificano con il brand.   La native advertising viene percepito come un contenuto editoriale. Le persone consumano questi contenuti con attenzione, impiegando il giusto tempo. Possiamo dire lo stesso della classica pubblicità?   Secondo questa ricerca, quindi, la native advertising supera di gran lunga il classico banner. C’è più propensione all’acquisto, c’è un risvolto positivo per il brand, c’è sinergia. E, soprattutto, c’è un’attenzione particolare rispetto alla percezione del contenuto. Un contenuto che viene visto come legato alla linea editoriale del sito. Le persone identificano la native advertising come un contenuto originale, un qualcosa di non separato dagli articoli scritti in modo indipendente...
Come migliorare il copy del tuo sito in 15 minuti

Come migliorare il copy del tuo sito in 15 minuti

Veramente bastano 15 minuti per migliorare definitivamente il copy di un sito web? Dipende. Se parti da zero, se hai aspettato 10 anni prima di riconsiderare la necessità di migliorare i tuoi testi, forse non ti basteranno 15 giorni. A volte, però, è sufficiente curare i dettagli per dare ai tuoi scritti una marcia in più. Soprattutto per quanto riguarda la leggibilità, l’ortografia, l’organizzazione dei contenuti e delle informazioni. Ti assicuro che basta poco. Vuoi qualche esempio? Paragrafi sensati Hai letto da qualche parte che il muro di parole è un male da estirpare. Non puoi presentare i tuoi testi su una pagina compatta e senza spiragli. Così hai deciso di dividere il tuo testo in paragrafi: il lettore respira, il testo è armonico, il bianco della pagina dà equilibrio al testo. Va bene, ma assicurati che ogni paragrafo esprima un concetto finito e che non freni la lettura consequenziale. Dividere un testo in paragrafi vuol dire dare spazio e organizzazione al testo, non interrompere la lettura. L’attenzione è un bene prezioso: ogni paragrafo corrisponde a un concetto, a un ragionamento che stai portando avanti con il lettore. Frasi passive Vs Frasi attive Individua le frasi passive del tuo testo e trasformale in attive. In questo modo avrai periodi chiari e sintetici, eviterai al lettore un passaggio inutile di traduzione. Inoltre la forma passiva, senza complemento d’agente, può essere usata per nascondere la persona che ha compiuto l’azione. Attenzione ai meta dati Ti concentri su tag title e description delle pagine più importanti, ma ignori quelle secondarie. Ripeti le description oppure le salti completamente, usi tag title senza mordente, non sfrutti gli spazi utili...
Web marketing e Storytelling: intervista ad Andrea Fontana

Web marketing e Storytelling: intervista ad Andrea Fontana

Le storie fanno parte della nostra cultura. Siamo stati abituati a raccontare e ad ascoltare storie, abbiamo bisogno che qualcuno porti la realtà a un livello narrativo. Non possiamo sopravvivere solo con una semplice definizione delle informazioni: abbiamo bisogno delle emozioni, dei significati aggiuntivi della narrazione. Per questo lo storytelling ha trovato spazio nelle moderne forme di comunicazione online. I brand hanno bisogno di raccontarsi, ma non è semplice: ci sono dei linguaggi da conoscere e delle tecniche da mettere in campo. Ecco perché ci sono esperti come Andrea Fontana del gruppo Storyfactory (www.storyfactory.it) che ogni giorno mettono a disposizione delle aziende la propria conoscenza. Abbiamo deciso di chiedere proprio ad Andrea le evoluzioni del suo settore: come si sta muovendo? Come si sta integrando con le altre specializzazioni del web? Chi sei e di cosa ti occupi? Ho una personalità professionale complessa o come dicono quelli bravi: “mutante”. Infatti, sono amministratore delegato di una società di consulenza che si chiama Storyfactory e che offre servizi di Corporate Storytelling, docente universitario all’Università di Pavia e Milano-Bicocca, presidente di un gruppo culturale e di ricerca scientifica afferente all’Università di Pavia (Osservatorio Storytelling), direttore di una collana editoriale per l’editore Lupetti chiamata Story-line, imprenditore che cerca di fare impresa in questo difficile momento… Se mi chiedi come mi sento… però ho un’unica risposta. Mi sento sempre “fuori posto” e quindi cerco di innovare. Vedere e pensare cose nuove. Racconta ai lettori come hai iniziato. Mi sono laureato in Filosofia negli anni Novanta. Dopo la laurea ho fatto un master in “storia ed economia”, ho seguito un corso di specializzazione in Psico-socioanalisi del lavoro e infine ho vinto un...
Implied link: cosa sono, perché usarli per il tuo brand

Implied link: cosa sono, perché usarli per il tuo brand

Una delle caratteristiche che mi hanno sempre affascinato della SEO (un blogger deve conoscere la SEO): il suo carattere mutevole. La SEO non e rimane ferma ma si evolve, cambia di settimana in settimana, e segue le evoluzioni dei motori di ricerca. Motori di ricerca che hanno un obiettivo: restituire il miglior risultato agli occhi degli utenti. E per svolgere questa funzione di miglioramento costante Google rilascia degli aggiornamenti dell’algoritmo. Ovvero delle migliorie, delle modifiche che permettono all’algoritmo di perfezionare i risultati, di restituire delle serp qualitativamente superiori. E qual è l’elemento che negli ultimi tempi è stato preso di mira da questi aggiornamenti? Il caro, vecchio, link. Perché proprio i link? Per ottimizzare una pagina web puoi migliorare una serie di fattori interni, ma i link in entrata rimangono uno dei fattori più influenti per determinare il posizionamento. Matt Cutts, in uno dei suoi ultimi video, ha sottolineato che nel tempo le cose potrebbero cambiare, ma per ora è così. Parola di Moz (fonte immagine): Top SEOs believe that external links are the most important source of ranking power. Questa attenzione nei confronti dei link ha portato ad eccessi di varia natura da parte dei blogger e dei webmaster. Molti aggiornamenti sono stati attuati proprio per ripulire le serp dai siti che, in un modo o in un altro, avevano utilizzato i link in modo innaturale. L’aggiornamento Penguin si concentra proprio sul webspam, su tutte quelle tecniche utilizzare per influenzare il posizionamento. Tra queste, come suggerisce anche Giorgiotave, troviamo il link spammimg. Ovvero l’inserimento di link decontestualizzati, forzati. A completare lo scenario è arrivato il solito Matt Cutts che ha decretato la fine di un certo tipo...
4 consigli per usare al massimo il nuovo Twitter

4 consigli per usare al massimo il nuovo Twitter

Il nuovo Twitter è ormai attivo e quasi tutti gli account (sarà definitivo il 28 maggio) sono passati alla versione aggiornata. Una versione che, ovviamente, lascia qualche perplessità. Mi spiego meglio… Hai presente il tuo profilo Google Plus? Guardalo bene. Ora vai sul tuo account Twitter: c’è qualche somiglianza? O meglio, noti qualche differenza? Il nuovo design di Twitter ricorda le linee di altri social. Colpa della grande immagine e dall’avatar che prendono il posto del precedente header: questa combinazione sembra ripresa senza soluzione di continuità da Facebook e Google Plus in particolar modo. In ogni caso questo aggiornamento di Twitter permette di modificare e, in alcuni casi, di migliorare la tua presenza online. Nuove possibilità, nuove occasioni si nascondono all’orizzonte: ecco perché ho pensato di racchiudere in questa guida i consigli per sfruttare al massimo il nuovo Twitter. 1. Tweet in evidenza Il primo aspetto che viene evidenziato del nuovo profilo Twitter è la possibilità di mettere un tweet in evidenza. Proprio come puoi già fare con le Facebook Fan Page. I tweet continuano a scorrere, mentre lasci un messaggio più importante in alto. In questo modo puoi dare maggior risalto a un link che ti sta a cuore, magari a un collegamento che porta a un servizio, all’ultimo post pubblicato sul blog o all’iscrizione della newsletter. Stavamo aspettando questa novità da un po’ di tempo! 2. Cover La grande novità: l’header del profilo è stato completamente rivisitato. La cover adesso è più grande, e raggiunge le dimensioni di 1.500 x 500. Questo vuol dire avere più spazio per creare qualcosa di personale, ma Laura Lonighi ha giustamente individuato...
Storytelling, social e visual: intervista a Valentina Tanzillo

Storytelling, social e visual: intervista a Valentina Tanzillo

Abbiamo letto le parole di Nicola Carmignani, di Rudy Bandiera e di Cristiana Tumedei, specialisti del settore social e della scrittura online: ora è giusto dare spazio anche a chi si occupa dell’argomento visual e di un tema fondamentale come lo storytelling. Visual e storytelling, quindi. La scelta cade ovviamente su Pinterest, una piattaforma perfetta per lavorare sul brand che ha conquistato l’attenzione di aziende, specialisti del settore, semplici appassionati. Se conosci Pinterest probabilmente hai sentito parlare anche di Pinterestitaly, una delle realtà dedicate proprio all’approfondimento di questo tema. Oggi l’intervista è dedicata a Valentina Tanzillo, una delle collaboratrici di questo blog. Ciao! Iniziamo dalle presentazioni: chi sei e di cosa ti occupi? Ciao a tutti, mi chiamo Valentina Tanzillo e sono una social media specialist. Lavoro per Studio Samo, una web agency di Bologna: qui mi occupo di social media management e Digital PR, curando la sua presenza online e quella dei nostri clienti. Inoltre faccio formazione, tengo corsi di Social media marketing, Visual storytelling e Digital PR in varie città d’Italia. Racconti ai lettori come hai iniziato? Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, in cui avevo approfondito le potenzialità del web nell’ambito delle ricerche di mercato, ho deciso di frequentare un corso di specializzazione per migliorare la mia preparazione. Ho seguito un master breve in web marketing e, tra i vari argomenti, sono rimasta “folgorata” dal social media marketing. Dopo il corso ho capito che da grande avrei voluto essere una “social media cosa” e, anche grazie alla web agency in cui lavoro, ho iniziato la mia avventura. Meglio lavorare come freelance o in team? Io...
Pinterest per aziende: può fare la differenza per il tuo brand?

Pinterest per aziende: può fare la differenza per il tuo brand?

Probabilmente sì. Il social dedicato alle immagini, il social che ti permette di curare i contenuti attraverso delle board contestualizzate, può dare al tuo brand una marcia in più. Sempre vero? Dipende. Per sua natura Pinterest è un social che strizza l’occhio a chi ha un’ampia scelta di immagini a disposizione, a chi può attingere a materiale visual di qualità. Per chi vuole migliorare il proprio brand attraverso le board di Pinterest, la disponibilità di immagini è un passo in avanti. Ma non è la condizione indispensabile. Pinterest, infatti, offre una strada in più. Con Pinterest, infatti, puoi creare delle board dedicate a un argomento con le immagini di altri account e siti. Obiettivo? Non semplice ripubblicazione ma cura dei contenuti: arricchisci le descrizioni con testo e link utili per dare un valore in più al semplice repin. A questo punto puoi farti conoscere dalla community di Pinterest come esperto del settore, come una persona o un’azienda competente in materia. Questo vuol dire fare brand awareness e non hai bisogno di immagini di proprietà per sfruttare Pinterest. D’altro canto è importante farti conoscere, portare nuovi visitatori sul tuo profilo Pinterest e spingerli a seguire i tuoi aggiornamenti. Qualche consiglio utile? Eccolo: Inserisci un badge ufficiale sul tuo sito web per pubblicizzare la tua presenza su Twitter. Io preferisco quello che permette di visualizzare le immagini e non il semplice bottone.   Condividi le tue attività sui social. Ogni pin può essere ripubblicato su Facebook, Twitter e Tumblr: scegli la soluzione utile ai tuoi profili.   Cogli ogni occasione per embeddare pin e board nei tuoi articoli. In questo modo arricchisci i contenuti e dai...
La tua azienda ha (veramente) bisogno di Google Plus?

La tua azienda ha (veramente) bisogno di Google Plus?

Rispondo subito: dipende. La tua azienda ha bisogno di Google Plus, o almeno in linea di massima è così. Google Plus è uno strumento utile, sotto un certo punto di vista è il futuro del web. Ma bisogna sempre ponderare le azioni e non dare nulla per scontato. Quando lavori sul web marketing non pianifichi un’azione solo perché le altre aziende si comportano in un certo modo. Lo studio della concorrenza è importante, ma devi sempre valutare la tua realtà e le tue risorse. Ci sono aziende che potrebbero, ad esempio, investire in terreni più solidi come Facebook o Twitter (perfetto se vuoi migliorare il settore customer care). Tutto ruota intorno alle singole necessità, alle tue necessità e a quelle della tua azienda. Al tempo stesso voglio farti notare come sia facile incrociare nelle serp i risultati Google Plus. Ti fidi di una persona o di un’azienda, trovi i suoi aggiornamenti nelle ricerche: questo è il web secondo Google. Mountain View spinge verso un uso continuo di Google Plus, e molti analisti vedono in questo strumento il futuro del web. Credi che faccia al caso tuo? Vuoi portare la tua azienda su Google Plus? Pagina Google Plus Bene, allora devi creare una pagina. G+ ha una caratteristica in comune con Facebook: offre la possibilità di creare un profilo per le persone e una pagina per le aziende (trovi tutte le informazioni qui). Questo è il punto di partenza per la tua avventura su Google Plus. I prossimi passi sono decisivi perché ti permettono di risolvere una serie di problemi apparentemente difficili da superare. Il primo lo conosci bene: l’assenza...
Web design e dintorni: intervista a Laura Lonighi

Web design e dintorni: intervista a Laura Lonighi

Ci sono persone che iniziano a lavorare in un settore e poi riescono ad acquisire le competenze necessarie per interfacciarsi con figure diverse, dal social media specialist al copywriter fino a web designer. Le passioni non si frenano facilmente e questo lo sai bene: se ami la comunicazione a 360 gradi vuoi conoscere ogni aspetto, ogni dettaglio di un progetto web. Per comprenderlo fino in fondo, per lavorare nel modo migliore possibile. La prossima intervista è dedicata a Laura Lonighi, web designer ricca di risorse. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Laura Lonighi (www yunikondesign.com) e questa è la domanda più difficile che mi potessi fare! Mi piace definirmi un jolly della comunicazione: costruisco, tramite la Rete, la presenza online delle aziende mie clienti. Lo faccio ricordandomi ogni giorno che non esiste differenza tra vita reale ed online, facendo fluire nella Rete i valori e l’essenza delle aziende per cui lavoro. Racconti ai lettori come hai iniziato? Ti svelo un segreto: sono una Restauratrice di Opere d’Arte. Sappiamo bene tutti come sia difficile vivere in Italia facendo questo lavoro; mi sono data un anno di tempo e non ha funzionato. A quel punto, mi sono guardata dentro e con sincerità mi sono chiesta: “Cosa sai fare e cosa ti piacerebbe fare?”. Sono una persona creativa, ho sempre amato i colori e da piccola passavo ore e ore al pc: “Voglio diventare web designer”. Ho iniziato mandando curriculum a tutte le web agency della mia zona, chiedendo loro di prendermi per uno stage gratuito. Ho ricevuto tante porte in faccia, ma alla fine un’azienda mi ha scelta (e sempre...