by Riccardo Esposito | 19 Feb 2014 | Digital PR |
Lavorare per il proprio brand vuol dire muoversi a 360 gradi, vuol dire non lasciare nulla al caso: hai sempre bisogno di trovare nuove strade, nuove dimensioni per dare forza al tuo nome online. Ecco il mio consiglio: crea un’esperienza che avvicini i tuoi clienti, i tuoi lettori, le persone che fanno parte della community con un’esperienza reale. Magari con un webinar, ovvero un seminario da seguire online. Attraverso un webinar puoi accorciare le distanze, puoi aiutare il tuo nome a muoversi in rete con una declinazione positiva. Una declinazione che, forse, non riusciresti a guadagnare diversamente. Un webinar può fare la differenza. Ma ricordati di seguire queste regole: sono essenziali! 1. Regalo Sai qual è il modo migliore per fare branding con i webinar? Devi regalarlo. La teoria del dono ci suggerisce che un regalo non è mai gratuito, contempla una contropartita: un contenuto di qualità donato ti permette di raggiungere con maggior facilità il tuo target, e di mostrare le tue capacità. Trova la soluzione per creare un webinar gratuito, per fare in modo che le persone possano seguirlo senza limitazioni. Ma soprattutto non vederlo come una spesa: è un investimento. 2. Qualità e utilità Questo aspetto che vale anche per i webwriter gratuiti. Esatto, perché un contenuto gratuito non deve essere di second’ordine. Anzi, deve essere curato, deve avere le caratteristiche di un prodotto sul quale investiresti. Fai delle ricerche, chiedi nei forum e nelle community, non improvvisare e scava nel web per cercare di individuare gli interessi che fanno colpo sulle persone che vuoi raggiungere. Prepara le slide, procurati un microfono di qualità (provalo più...
by Riccardo Esposito | 17 Feb 2014 | Strategie di Marketing |
Cosa hanno in comune un’azienda, un blogger amatoriale e un freelance che usa i social media per trovare nuovi clienti? Devono lavorare sulla community. In primo luogo devono individuare un tema capace di rintracciare l’interesse di un gruppo. Poi devono coltivare ogni interazione nata tra gli spazi web (blog, Fan Page, account Twitter) per sviluppare gli argomenti. Una community nasce e si sviluppa: può anche rimanere nell’anonimato, lontano dai riflettori. Ma deve rimanere fedele al tuo scopo. Ecco, oggi parliamo proprio di questo: come creare e sviluppare una community fedele. Saper ascoltare Molti autori sbagliano approccio. Credono che una community sia al servizio del signore e padrone che ha avuto l’idea di metterla insieme, di crearla. Ma ti assicuro che questa non è la strada da seguire. Per creare una community fedele devi partire da questo punto: ascoltare. Esatto, devi ascoltare le richieste delle persone che frequentano il punto di ritrovo virtuale. Ma non solo. Per lavorare bene devi guardarti intorno e scoprire cosa vogliono le persone che appartengono al tuo target. Leggere e partecipare alle discussioni che nascono in altri blog, nei forum, nei gruppi su Facebook e nelle community di Google Plus è un ottimo modo per capire i desideri e le necessità del tuo target. Questo consiglio vale anche per chi deve creare contenuti: ascoltare il proprio pubblico vuol dire creare articoli utili, articoli di qualità. Lascia parlare Ascoltare è importante. Anzi. Ascoltare è fondamentale, ma non basta. Devi anche lasciar parlare. Non puoi censurare, non puoi evitare che le persone commentino e pubblichino impressioni, idee, critiche nei tuoi confronti. Esatto, critiche. Perché la community deve basarsi...
by Riccardo Esposito | 14 Feb 2014 | Digital PR |
Il blog outreach è un’arte raffinata, ma soprattutto è un approccio al mondo del digital PR che ti permette di massimizzare i risultati senza mettere a repentaglio i buoni rapporti con gli altri blogger. Quante email leggi ogni giorno che chiedono al tuo blog di pubblicare un comunicato stampa, di interessarsi a un determinato argomento o di recensire un tool? Il social web ha imposto un cambiamento, una evoluzione. Anzi, possiamo dire che un certo tipo di comunicazione (con preghiera di pubblicazione, gentile blogger, alla sua cortese attenzione) è quasi archiviata. C’è ancora chi scambia i blog per un ricettacolo di notizie. Ma non è così: il blogger seleziona le sue fonti e questo approccio è destinato a fallire, a essere superato da un attento studio del blogging outreach. Facciamo un passo indietro Di cosa stiamo parlando esattamente? Cosa è il blogging outreach? Ecco una definizione: il blogging outreach è il giusto approccio per individuare e interfacciarsi con i blogger utili alla diffusione dei propri contenuti. Come ben sai, per fare digital Pr hai bisogno di blogger interessati al tuo prodotto o servizio. Ma non è detto che questo accada automaticamente: dovrai trovare le risorse che si occupano del tuo argomento e valutarne la bontà attraverso una serie di analisi. Moz ha dedicato un articolo a questo argomento, concentrandosi sulle tecniche per raccogliere informazioni sull’autore e sull’argomento dei diversi blog. Il motivo di questo lavoro è semplice: personalizzare i contenuti e creare qualità. Non quantità, ma qualità Una volta individuato il blog utile ai tuoi scopi – rilevante, ben strutturato, dedicato alla tua nicchia e vantaggioso per i tuoi scopi...
by Riccardo Esposito | 12 Feb 2014 | Social Marketing |
Cosa è un blog? Un luogo dove puoi pubblicare i tuoi pensieri, un punto di ritrovo per le persone che si occupano del duo settore professionale, un indirizzo web che ti permette di trovare nuovi clienti. O magari di parlare con le persone che hanno scelto i tuoi servizi. Tante sono le strade per lavorare con un blog, ma prima di tutto devi stabilire una priorità: le discussioni. Il tuo blog è un luogo di interazione, un punto di riferimento dove puoi scambiare opinioni. Ed è per questo che il miglioramento della tua piattaforma passa, prima di tutto, dai commenti. Cosa significa questo? In primo luogo devi stabilire una strategia efficace per la gestione dei commenti, e poi devi adattare il blog alle tue esigenze. Al tuo modo di accogliere gli utenti. Rispondere e discutere Prima regola per chi fa blogging: i commenti hanno diritto a una risposta. Quasi sempre. Spesso i lettori usano i commenti per chiedere informazioni, chiarimenti. Li usano per risolvere problemi: tu non puoi tirarti indietro. Vuoi diventare un’autorità nel tuo settore? Devi essere pronto/a a lasciare delle piccole consulenze nei commenti. La risposta deve essere ben articolata, utile, efficace. Ma non devi essere telegrafico: prenditi il tuo spazio per argomentare, per intavolare una discussione. Non c’è limite alla creatività nei commenti, sai? Usali al massimo I commenti fanno parte del tuo blog, puoi usare tutti gli strumenti a disposizione in un articolo per migliorare i tuoi interventi: puoi formattarli, puoi inserire link, puoi inserire anche codice embedded. Lo sai che puoi inserire anche video Youtube e embedded di Instagram, Vine e Twitter? Basta fare copia e incolla...
by Riccardo Esposito | 10 Feb 2014 | Social Marketing |
Grande fermento accompagna la piattaforma di Mountain View: Google Plus era considerata una città fantasma, ma ora sembra che sia nato un buon interesse per questa realtà. Contano anche le pressioni di Google che (praticamente) ti costringe a utilizzare il profilo G+ in ogni occasione. Una buona spinta arriva dall’attivazione della social search anche in Italia, con l’inserimento dei risultati Google Plus nella serp. E poi c’è la grande flessibilità della piattaforma che ti permette di lavorare con testi, video e immagini: impossibile ignorare questo punto, vero? Oggi tutti parlano di Google Plus, e hai deciso di approfondire l’argomento. Ma ci sono dei dettagli che forse non conosci, dettagli che possono fare la differenza perché ti permettono di ottimizzare la tua presenza e di comunicare nel migliore dei modi possibili. Vuoi conoscerli? 1. Condividere una cerchia Google Plus ti permette di gestire gli utenti attraverso le cerchie, ovvero un insieme di persone profilate in base a una determinata caratteristica comune (lavoro, provenienza, studi, amicizie). Le cerchie sono una fonte di informazione per chi cerca contatti, soprattutto se sono profilate con cura. E Google Plus ti offre la possibilità di condividere una cerchia con i tuoi contatti Google Plus (ecco la guida ufficiale). Ancora un consiglio. Dopo aver creato un post con la tua cerchia puoi inserire l’articolo come embedded anche nel tuo blog. Per approfondire: come gestire le cerchie di Google Plus. 2. Cerchia con notifica Quando crei una cerchia puoi inserire tutte le pagine e i contatti utili alla tua attività in un’unica risorsa. E per essere sempre aggiornato/a puoi impostare la cerchia in modo da inviare sempre...
by Riccardo Esposito | 7 Feb 2014 | Social Marketing |
Conosci Twitter? Con questo social network puoi inviare brevi messaggi con o senza link per aggiornare i tuoi follower, ovvero le persone che ti seguono. Ma non solo: puoi anche interagire, puoi rispondere a domande, richieste, curiosità. Difficile resistere al fascino di Twitter. Tante sono le opportunità per sfruttare la sua forza, la sua versatilità. Non vorrai certo utilizzarlo solo per inviare messaggi commerciali e ricordare a tutti la bontà dei tuoi servizi, vero? I social non funzionano in questo modo. Ecco perché ho deciso di elencare 5 modi alternativi per utilizzare Twitter. Customer care Una delle soluzioni migliori per sfruttare Twitter: il Customer Care, ovvero l’assistenza clienti. I normali canali di comunicazione (email, telefono, chat) sono lenti, a volte poco chiari. Qual è il form adatto per chiedere un prezzo? E quello per risolvere un problema? Quando un cliente ha un dubbio cerca la strada più semplice: perché non sfruttare la velocità di Twitter per dare supporto ai clienti? In questo modo alleggerisci i canali ufficiali e rafforzi il brand dimostrando la tua attenzione verso il cliente. Ovviamente devi investire in formazione per dare alla persona che si occupa di Twitter una base adeguata. Eventi Twitter non serve solo a diffondere link ma anche hashtag, ovvero parole chiave precedute da un # che aiutano l’utente a comprendere l’argomento.E questo dettaglio è importante quando devi curare la comunicazione di un evento. Primo passo: crea un hashtag che renda il tweet immediatamente riconoscibile. L’hashtag di un evento deve essere unico, semplice da pronunciare e da ricordare. Deve essere comunicato su tutti i canali, anche sul sito web, e può essere pubblicizzato in uno stream embedded per...
by Riccardo Esposito | 5 Feb 2014 | Social Marketing |
La conoscenza della marca, la capacità di un brand di essere riconoscibile in un mondo sempre più complesso: ecco la Brand Awareness, un principio importante per chi ha deciso di usare la rete per migliorare la propria attività. Ho trovato una definizione interessante di Brand Awareness: “The likelihood that consumers recognize the existence and availability of a company’s product or service”. Ovvero la probabilità che i consumatori siano consapevoli dell’esistenza di un prodotto o di un servizio. Un processo difficile, certo, e che passa attraverso canali diversi. Tra questi ci sono anche i social media. Ovvero quelle piattaforme tipo i blog, Facebook, Twitter e Youtube che permetto agli utenti di trovare informazioni di (testo, immagini, video) che riguardano i brand. I social rappresentano una buona vetrina per il tuo brand. Devi gestirli bene, devi farti seguire da un professionista, ma puoi ottenere buoni risultati: ti aiuteranno a mostrarti come un’autorità del settore, a creare una community fedele intorno al marchio e ad aumentare la fiducia degli utenti. Difficile? Ho trovato questa infografica con i punti principali per ottimizzare la tua azione sui social media e fare Brand Awareness. Ecco una sintesi: La tua audience Non saltare sul carro del nuovo social network solo perché il tuo competitor ha aperto un profilo o perché qualcuno ha detto che sarà la nuova frontiera. Hai un pubblico, hai dei social network da presenziare: scegli le piattaforme in base al target, il tuo mercato e il tuo prodotto/servizio. Qualità Il modo più veloce per perdere il tuo pubblico sui social? Bombardarlo con una marea di messaggi promozionali, autoreferenziali, dedicati solo alla vendita di...
by Riccardo Esposito | 3 Feb 2014 | Strategie di Marketing |
Proprio così. Anche per il mondo del visual, e in particolare per le immagini, hai bisogno si una strategia. Quando, ad esempio, vuoi pubblicare una citazione su Facebook o un’infografica sul tuo blog hai bisogno di un punto di riferimento da seguire per ottenere buoni risultati. Cosa significa tutto questo? Significa che non puoi improvvisare. Oggi i contenuti visual sono molto importanti in una prospettiva di content marketing, e tu hai il preciso compito di definire come, quando e perché utilizzare queste risorse. Prima di iniziare Una nota importante: per lavorare con le immagini, per lavorare veramente bene con le immagini, devi essere pronto/a a investire. Certo, hai dei prodotti da mostrare e non hai bisogno di comprare immagini. Ma devono essere fotografati bene, con la macchina e le abilità di un professionista. Non hai prodotti e vuoi lavorare con le grafiche? Perfetto, sembra facile con Photoshop. In realtà anche in questo caso hai bisogno di un aiuto. In alcuni casi può trovare delle soluzioni autonome, ben vengano. Ma per ottenere grandi risultati non devi tirarti indietro: devi investire. Altrimenti rischi di ottenere risultati contrari. Blog Sul blog le immagini hanno un ruolo chiave. Devono arricchire il testo, devono contribuire alla creazione di nuovo significato. Non servono solo a spezzare il testo, ma devono fondersi con la parola scritta. Le immagini devono essere di ottima qualità, accompagnate (se serve) da una didascalia e scelte in modo da portare valore al contenuto. Da usare con attenzione le immagini degli stock photo: sono di qualità ma a volte completamente spersonalizzate. Una strada da prendere in considerazione è quella delle infografiche, ricche di...
by Riccardo Esposito | 31 Jan 2014 | Content Marketing, MediaBuzz Blog |
Qual è la chiave del tuo post migliore? Qual è il punto che attira l’attenzione del lettore e lo trascina dalla serp o dalla bacheca di Facebook/Twitter/Google Plus fino al singolo articolo del tuo blog? Risposta semplice: il titolo. Questa stringa di testo così semplice e limitata nel numero di battute può essere un vero magnete, una calamita per i click del lettore distratto che attraversa il web. A volte, però, i titoli trascinano nell’anonimato gli articoli. Per catturare l’attenzione devi chiamare in causa i piccoli trucchi di un blogger navigato. Ecco un assaggio! 1. Usa i numeri Esatto, proprio come ho fatto io in questa headline. Il numero nel titolo ha un potere magnetico: attira lo sguardo e guida il dito indice dell’utente che clicca sul mouse: dare un numero finito al sapere che vuoi comunicare è un buon modo per dare al lettore quello che sta cercando. Ovvero un numero finito e ben ordinato di informazioni. La lista anticipa la sua struttura, il suo ruolo: il lettore già sa cosa troverà nell’articolo. Non conosce il contenuto, certo. Ma può immaginare la sua struttura e la sua organizzazione. Le liste sono facili da leggere, da scannerizzare, permettono a chi legge di saltare da un punto all’altro se non interessano. Quindi per scrivere un titolo accattivante basta usare i numeri? No, certo. Come suggerisce anche Luisa Carrada, la rassicurante anticipazione delle liste non è una medicina adatta a tutti i mali. E poi un blog fatto di sole liste cade nella monotonia, non trovi? 2. Gioca con le parentesi Mai provato il gioco delle parentesi? La semplicità di un...
by Riccardo Esposito | 29 Jan 2014 | Infographic, MediaBuzz Blog |
Le infografiche hanno un grande fascino sul lettore. Il motivo di questo successo? Riescono a sintetizzare dati complessi in una forma semplice, piacevole, divertente. Statistiche, torte, numeri, percentuali: con le infografiche tutto diventa facile da leggere per la gioia del pubblico. Quindi infografiche sono semplici da fruire, ma anche da condividere. Qui la gioia è del proprietario del blog o del sito web perché in questo modo riesce a sfruttare il contenuto visuale per aumentare le visite e tutto ciò che ne deriva. G li altri motivi per investire nelle infografiche quando si parla di content marketing li puoi trovare nel blog di Web In Fermento. Riassumo brevemente: Si memorizzano e si condividono facilmente. Permettono di fare brand awareness. Aumento del traffico e dei link in entrata. Pubblicare un’infografica e spingerla verso la condivisione vuol dire lavorare sul proprio nome, puntando non solo sul semplice click al sito ma anche su un logo e su un indirizzo web che si muovono di pagina in pagina, di bacheca in bacheca. Inoltre, come sottolinea marketing.about.com, un’infografica ben fatta rafforza la percezione della tua figura come esperta in un determinato settore. Sembra tutto facile, vero? In realtà lavorare con le infografiche vuol dire entrare nel vivo di una strategia di content marketing, superare il tabù del contenuto solo testuale e pensare a una pianificazione del prodotto infografica. Da dove si parte? Ovviamente dai numeri e dalle informazioni: devi avere qualcosa di interessante da comunicare, da portare in forma grafica. Non devono essere per forza dei numeri (ci sono molte infografiche che, ad esempio, mettono a confronto diverse figure professionali) ma sicuramente devono...