by Riccardo Esposito | 14 Mar 2014 | Content Marketing |
Iniziamo dal principio: cosa è la native advertising? Parliamo di native advertising quando ci troviamo di fronte a contenuti pubblicitari che si integrano all’interno di una piattaforma (ad esempio di un social o di un blog) e che indicano chiaramente chi è l’inserzionista. Ma la native advertising non si limita a questa definizione. Questo tipo di pubblicità si fonde all’interno dei contenuti “nativi”, ovvero dei contenuti originali della piattaforma. In altre parole, la native advertising ribalta la concezione tipica della pubblicità. Non è un messaggio da evitare (magari fastidioso nel suo interrompere l’experience della navigazione) ma contenuto integrato, in armonia con linea editoriale e design. La native advertising, quindi, sembra la soluzione a tutti i mali. Eppure, come sottolinea anche il post di Tagliaerbe, ci sono dei limiti. Gli utenti sono assuefatti dalla pubblicità online, e la ricerca di MediaBrix insinua il dubbio: i consumatori concepiscono la native advertising come un contenuto ingannevole. La soluzione per il tuo brand? Puntare sulla qualità dell’informazione che trapela da questo contenuto pubblicitario. Io mi occupo di scrittura, di blogging, e da queste statistiche di Marketingproff (fonte immagine) capisco che l’idea di native advertising è strettamente legata alla creazione di articoli, di post da pubblicare sui blog. Bene, come me la immagino la native advertising sul mio blog? E, soprattutto, come si dovrà strutturare per fare in modo che non rappresenti un pericolo per il mio brand? In primo luogo dovrà essere un articolo in tema con l’argomento. Un blog segue una linea editoriale, e anche la native advertising deve farlo: chi crea i contenuti deve studiare il blog che ospiterà l’articolo e seguirne...
by Riccardo Esposito | 12 Mar 2014 | Social Marketing |
Ogni azienda che vende prodotti o servizi deve avere un reparto dedicato al customer care. Ovvero deve prendersi cura dei propri clienti, deve soddisfarne le esigenze e deve rispondere alle domande. Ma, soprattutto, deve risolvere i problemi nel minor tempo possibile. Questo vuol dire fare customer care. I canali ufficiali? Il telefono, l’email, qualcuno usa la chat e i contenuti utili che finiscono nel solito elenco di domande frequenti. Certo, è un buon modo per anticipare la domanda. Ma a volte non basta perché il social customer care ha rivoluzionato il settore. I clienti non si accontentano del supporto telefonico: preferiscono lasciare le proprie domande su Facebook, Twitter, Google Plus. Il motivo? Immediatezza, rapidità, velocità: le aziende rispondono sui social in pochi minuti, mentre al telefono ti fanno ascoltare minimo 10 minuti di musiche d’attesa. Hai aperto la pagina Facebook e il profilo Twitter per la tua azienda per promuovere contenuti, giusto? E ora ti ritrovi a rispondere giorno e notte ai problemi dei clienti: c’è qualcosa che non quadra. Beh, in realtà i social servono proprio a questo: a eliminare le distanze tra azienda e individuo. Se non sei pronto/a ad affrontare questo passo forse i social non fanno al caso tuo. Facebook, Google Plus e Twitter sono il punto di interazione (a volte ignorato) con il cliente. Lungo la linea dei social – soprattutto se la tua azienda è particolarmente ampia e ha una clientela a proprio agio con le nuove tecnologie – si incontrano le esigenze reali delle persone: le domande, le critiche, gli elogi e le lamentele. E tu devi essere presente, non c’è altro...
by Danilo Polidori | 10 Mar 2014 | Eccellenze digitali Italiane, Social Marketing |
Continuano le interviste di MediaBuzz per scoprire le nuove tendenze del settore social, digital PR, SEO e native advertising. Abbiamo intervistato Francesca Borghi, che ha portato la sua esperienza nel mondo del marketing e della comunicazione, e abbiamo chiesto l’opinione a Cinzia Di Martino che si occupa di social e branding. Ora lasciamo la parola a Riccardo Scandellari di NetPropaganda, professionista del settore tecnologie e tecniche della comunicazione iscritto all’albo dei giornalisti. Buona lettura! Ciao! Iniziamo dalle presentazioni: chi sei e di cosa ti occupi? Mi chiamo Riccardo Scandellari (www.skande.com). Mi occupo di indirizzare le aziende e le persone nelle comunicazioni digitali, cercando di trovare tutti i modi possibili per far sentire la loro voce nel caos informativo della rete. Racconti ai lettori come hai iniziato? Come molti che fanno questo mestiere sono partito facendo siti web per poi capire che un sito non serve a nulla senza la promozione e la cura dei contenuti. Meglio lavorare come un lupo solitario o in team? Pro e cons? Senza dubbio in team. Ormai questa professione è talmente articolata e costituita da una complessità tale di settori che una singola professionalità non riesce a essere efficace come un team di persone preparate. Questo non significa che uno debba occuparsi esclusivamente di un settore: l’ideale è conoscerli tutti per poi diventare il numero uno in quello per cui è più portato. Come inizia la tua giornata? E come continua? Inizia sempre con il post per il mio blog personale, mezz’ora per preparare il contenuto e 15 minuti per la content curation dello stesso, poi tocca ai clienti: fino alle 19:00/20:00 mi dedico solo a...
by Riccardo Esposito | 7 Mar 2014 | Strategie di Marketing |
Voglio partire da una definizione: cosa è la lead generation? La lead generation è l’insieme di azioni che tendono a trasformare un utente in un contatto qualificato, in un potenziale cliente per la tua attività. Prendo spunto da questo articolo di Webhouse: lead generation significa generare richieste di contatto utili al tuo business. Questo universo del web marketing è sconfinato. Nella maggior parte dei casi, alla base di questo processo c’è una landing page con un form destinato alla raccolta dei dati. Ma tante sono le soluzioni per intercettare nuovi contatti. Blog & Lead Uno dei più quotati è sicuramente il blogging. Puoi usare il blog per parlare con i clienti, per spostare traffico al tuo sito web, per far scoprire nuove offerte e prodotti. Ma lo puoi usare anche per fare lead generation. Il modo più semplice è quello che ti suggerisce Hubspot: offrire contenuti gratuiti. Il blog di questi professionisti dell’inbound marketing sprizza qualità da tutti i pori (anzi, da tutti i pixel) e intercettano le richieste di chi lavora nel settore web marketing. Beh, è il loro lavoro. L’inbound marketing sfrutta il principio del farsi trovare piuttosto che spingere la propria offerta verso i clienti (outbound marketing). Ma dopo aver attirato la sua attenzione con i contenuti di qualità, il team di Hubspot crea “lead” attraverso qualcosa di speciale. L’offerta è allettante Nel blog puoi trovare e-book, template, guide, documenti utili per migliorare la tua attività di freelance. Io ho trovato ottime immagini da usare in totale libertà, ed ecco una pagina dalla quale puoi scaricare una serie di bookmark da usare per il tuo lavoro...
by Riccardo Esposito | 5 Mar 2014 | Social Marketing |
Ogni blogger è prima di tutto un essere umano. Strano, vero? Passiamo tutta la vita a battere sulla tastiera ma anche noi siamo esseri viventi. Ogni blogger è prima di tutto un uomo o una donna che deve fare i conti con la propria personalità. È importante questo dettaglio? Certo, e sbagli alla grande se credi che questo sia un dettaglio. La personalità di un individuo è fondamentale, e quando lavori con il blogging devi sfruttare al massimo le tue caratteristiche. Ecco, questo è un argomento chiave: quali sono le caratteristiche personali – i sentimenti, le idee – che caratterizzano i grandi blogger? Ti lascio la mia opinione, il mio punto di vista. 1. Coraggio Un blogger di successo è un blogger coraggioso. Ovvero è un autore che non ha paura di mettersi in discussione, di ampliare le proprie conoscenze, di ammettere le colpe e di uscire dalla zona di comfort. Rimanere nella zona di comfort vuol dire non rischiare, non andare incontro a pericoli o contraddizioni. Ma il piatto per chi decide di non migliorare resta misero: il coraggio è il sale nella vita. A volte si deve semplicemente rischiare. 2. Personalità Non basta essere autore: si deve capire al primo tratto qual è la firma dell’articolo. Ogni azione, ogni sillaba trasuda personalità. Basta un attimo per capire che quell’articolo è stato scritto dal tuo autore preferito. E basta un attimo per capire che quel commento è frutto della sua penna. La personalità non si definisce solo attraverso la scrittura: anche le azioni sui social, le email e la scelta delle immagini disegnano la personalità di un blogger....
by Danilo Polidori | 3 Mar 2014 | Eccellenze digitali Italiane, MediaBuzz Blog |
Piaciuta l’intervista a Cinzia di Martino che abbiamo pubblicato la settimana scorsa, vero? Quando intervisti persone che lavorano ogni giorno nel mondo del SMM e del branding c’è sempre da imparare. Per questo nella redazione di MediaBuzz abbiamo deciso di raddoppiare l’appuntamento e pubblicare una seconda intervista. Un’intervista a chi conosce bene questo mondo: Francesca Borghi. Buona lettura! Ciao! Iniziamo dalle presentazioni: chi sei e di cosa ti occupi? Ciao, inizio con il ringraziarti per l’intervista, mi emoziono sempre sai? Sono Francesca Borghi è ho un’agenzia di Marketing e Comunicazione dal nome e logo singolare: Your Smart Agency. Your Smart Agency è più di una semplice agenzia: è un nuovo concetto di comunicazione. Più agile, più snella e più veloce grazie al team di professionisti di cui amo circondarmi, con unico core business: siamo in grado di supportare il cliente fin dai suoi primi passi e grazie all’ascolto e al confronto di farlo crescere. Ogni successo del cliente è un nostro nuovo traguardo. Racconti ai lettori come hai iniziato? Non amo vantarmi ma penso che la mia sia una storia coraggiosa. Io ero una di quelle persone che aveva un posto fisso, con uno stipendio puntuale alla fine di ogni mese, e invece ho deciso di fare il salto. Ho mollato tutto e ho iniziato a collaborare con un’agenzia estera. Anche questa avventura però mi stava stretta e così ho iniziato a costruirmi il mio team e poi ho spiccato il volo con Your Smart Agency. Avevo il paracadute, ovvio, e le soddisfazioni infatti stanno arrivando. Meglio lavorare come un lupo solitario o in team? Pro e cons? Non ho dubbi: in...
by Riccardo Esposito | 28 Feb 2014 | MediaBuzz Blog |
Molti credono che la scrittura sia qualcosa di trascendentale, qualcosa di alto e slegato dal mondo concreto. Molti credono che la scrittura sia qualcosa di inafferrabile, un concetto astratto. Sbagliato. O meglio, risposta poco precisa. Parziale. La scrittura è tutto questo, ma è anche esperienza. Scrivere vuol dire sporcarsi le mani, toccare materialmente l’oggetto delle proprie attenzioni. Scrivere vuol dire provare, sbagliare, riprovare, riuscire. In ordine sparso. E poi ci sono i dettagli che pochi curano, molti fanno finta di non vedere e tutti notano. Vuoi sapere quali sono i dettagli da curare quando scrivi per il web? Te ne suggerisco 6. Ripetizioni Per cadere in questo tranello basta un attimo. Sembra un dettaglio impercettibile, una parola messa nel punto sbagliato. Eppure le ripetizioni in un testo rischiano di avvelenare il tuo lavoro. Questo è vero soprattutto quando ti pieghi alla regola della leggibilità e pubblichi periodi brevi: all’interno di una frase poco articolata, compatta, la ripetizione diventa fumo negli occhi. Come risolvere questo problema? Con una buona rilettura. Prova a rileggere un testo prestando attenzione solo a questo aspetto, crea un piccolo vocabolario di termini che tendi a ripetere e usa uno strumento di ricerca per individuali. In alternativa c’è questo utile strumento dedicato proprio alle ripetizioni. Presta particolare attenzione ad avverbi e aggettivi: sono gli elementi che usiamo quando le parole vengono meno. Per questo devi sempre lavorare con un dizionario dei sinonimi e contrari al tuo fianco. Equilibri La scrittura è fatta anche di equilibri da preservare e da coccolare per garantire una buona leggibilità all’utente. Di cosa sto parlando? Ti faccio qualche esempio utile: Font – Hai...
by Riccardo Esposito | 26 Feb 2014 | Social Marketing |
Tu hai un obbligo nei confronti dei lettori. Ogni volta che scrivi un articolo sul tuo blog (o su quello dei tuoi clienti) il dubbio ti assale: sto scrivendo qualcosa di utile per chi mi legge? Sto pubblicando contenuti validi? Sarà un successo o un fallimento? Domande alle quali non è facile dare una risposta certa, ma – ed ecco che si ritorna a parlare di obblighi – trai i tuoi compiti di blogger c’è anche quello dell’investigatore. Esatto, devi investigare Devi scoprire i gusti, le esigenze e le necessità del lettore. Come? Con un po’ di fiuto, un po’ di pratica e tanta tecnica. Puoi iniziare seguendo i consigli che ho elencato in questo articolo. 1. Sfrutta i commenti Il primo passo per capire cosa vogliono i lettori: devi sfruttare i commenti del tuo blog. Il processo è semplice, immediato, e si basa su qualcosa che conosci bene: l’interazione. Ogni commento può essere l’occasione giusta per ottenere qualche informazione in più, per chiedere un parere e individuare le esigenze di chi ti legge. A una condizione: devi ascoltare, devi saper ascoltare. Le domande si articolano attraverso la normale discussione, sempre ponderata e non invadente: non puoi fare il terzo grado ai lettori. Non puoi essere sempre tu il protagonista. Ti consiglio di attivare la possibilità di inventare i commenti che formano la discussione: su WordPress questa opzione si trova nelle impostazioni dedicate alle discussioni (Enable threaded comments). 2. Segui altri blog Seguendo altri blog del settore puoi trovare buoni spunti. Ma soprattutto puoi sfruttare le opinioni degli altri lettori che lasciano commenti. Leggi le discussioni e gli intervieni,...
by Danilo Polidori | 24 Feb 2014 | Eccellenze digitali Italiane, MediaBuzz Blog |
La principale caratteristica del settore digital? La continua evoluzione delle conoscenze, dei saperi, delle competenze. C’è sempre da imparare, c’è sempre da conoscere: impossibile rimanere aggiornati sulle novità del proprio settore. Impossibile, o quasi. Sì perché la strada della conoscenza è ricca di sbocchi, di opportunità. Mai mettere limite ai percorsi che ti portano a scoprire nuovi orizzonti, soprattutto quando si parla di digital strategy e delle relative evoluzioni. Per questo abbiamo deciso di analizzare il settore, di raccogliere le opinioni di chi lavora ogni giorno nel settore del SMM, del branding, del web marketing in generale. Ecco, oggi abbiamo intervistato Cinzia Di Martino (la puoi conoscere meglio su Google Plus e Twitter) che ci ha raccontato la sua passione per i social, il branding e… il caffè. Chi sei e di cosa ti occupi? Sono Cinzia Di Martino e mi occupo di rendere più interessanti (o meno noiosi) i Brand agli occhi degli utenti del web. Usando i canali social, cerco di rendere attiva, presente, utile e divertente la presenza dei Brand sul web. Racconti ai lettori come hai iniziato? Ho una laurea in informatica, ma ho sempre avuto la passione per i rapporti sociali. Quando sono nati i social network ho trovato la mia strada e mi sono subita sentita a mio agio: quello che per altri è un lavoro, io lo vivo come un hobby, con passione e dedizione. Gli studi di marketing, psicologia, sociologia, scienza della persuasione, personal branding li porto avanti ogni giorno, specialmente sui siti stranieri. Meglio lavorare come un lupo solitario o in team? Pro e cons? Lavorare in solitudine ha il pregio...
by Riccardo Esposito | 21 Feb 2014 | Content Marketing |
Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Questa regola, con le dovute differenze, vale anche nel mondo del blogging: non tutti gli articoli funzionano, non tutti gli articoli riescono a raggiungere gli obiettivi. Esatto. Brutta notizia, vero? Ci sono post che fanno centro, che ti aiutano a interagire con i lettori, e altri destinati a rimanere nell’anonimato. Perché avviene tutto questo? Hai studiato il tuo target e conosci bene l’obiettivo. O almeno pensi di aver studiato il target, pensi di conoscere l’obiettivo. In realtà brancoli nel buio (o quasi) e il tuo articolo può funzionare. Oppure no Il motivo di questa incertezza si trova a in un elemento sottile ma decisivo: la differenza tra le esigenze dei tuoi lettori e la tua prospettiva, il tuo punto di vista, il tuo egocentrismo. Perché, che ti piaccia o meno, ognuno di noi tende a essere egocentrico. La tua idea è quella vincente, il tuo punto di vista è quello che gli utenti apprezzeranno, la tua opinione smuoverà mari e monti. Tu credi che ai lettori servano notizie flash mentre cercano approfondimenti (magari le news le trovano nei siti specifici) legati alla tua esperienza personale. Vogliono case study e tu proponi un surrogato dell’ANSA, vogliono consigli pratici e tu insiste sulle filosofie dei massimi sistemi. Questione di target È una questione di prospettive. Se scrivi per il puro piacere di farlo hai carta bianca, non hai padroni. Sei libero/a di muoverti come meglio credi e di proseguire per la tua strada. Ma se hai un obiettivo da raggiungere (o meglio, se il tuo cliente ha un obiettivo da raggiungere) devi puntare...