Come rovinare in un attimo la tua content strategy

Come rovinare in un attimo la tua content strategy

Hai creato una strategia dedicata ai contenuti. Hai pubblicato un blog, hai creato articoli capaci di attirare l’attenzione del lettore, hai impiegato le tue forze per pubblicare delle infografiche e dei video. Adesso devi solo aspettare i frutti.

Frutti che non arrivano. Non arrivano perché hai lavorato male? I contenuti sono scadenti? No, forse c’è una gestione poco attenta del lavoro. Per ottenere il massimo dai tuoi contenuti devi lavorare sodo prima, durante e dopo la creazione.

Altrimenti i tuoi sforzi saranno inutili. Ecco le migliori strategie (quindi da evitare come la peste) per mandare in fumo la tua content strategy.

Niente brand

Voglio mettere questo punto all’inizio. Perché è fondamentale – ripeto: fondamentale – pensare sempre al brand, dare importanza al tuo nome e cognome, al tuo logo, al nome del tuo progetto.

L’assenza del brand su alcuni prodotti della tua content strategy può essere grave. Molto grave. Prendi come esempio le infografiche: hai speso molte risorse per creare un’infografica degna di tale nome. Che fai? Non metti il brand.

Hai dimenticato di inserire il tuo nome e il tuo logo, magari anche l’URL del tuo blog. In uno scenario in cui le infografiche diventano uno strumento utile per far muovere il tuo nome online, l’assenza di questo dettaglio è insostenibile. Sul serio.

Niente format

Hai puntato sul video. Vuoi creare una rubrica dedicata a un argomento caro al tuo target e vuoi farti conoscere anche attraverso questo canale. Ottima idea, Youtube offre una piattaforma perfetta per caricare e diffondere video.

Ma cosa vedo? Non hai un format, non hai un’idea, non hai uno schema nel quale inserire i tuoi contenuti. Non c’è una sigla o un riconoscimento video, non c’è un’immagine che faccia da preview, non c’è un tema… ecco qualche esempio positivo.

  • La rubrica di Webhouse: ogni puntata inizia con una musica riconoscibile (ricorda che anche Youtube offre una libreria audio gratuita).
  • La rubrica di Giorgiotave: format impeccabile, lineare e preciso. Ogni video ha una preview che gioca su linee e fantasie ricorrenti.

 

Contenuti click baiting

Ci sono mille modi per fare flop con i contenuti del blog. Ma uno su tutti lo cito qui: pubblicare solo per raccogliere click, per aumentare le visite. Come? Con titoli sensazionalistici, con annunci roboanti e con citazioni inserite solo per far leva sull’ego degli autori.

Perché voglio parlare di questo argomento? Perché è il modo migliore per perdere il pubblico. Promettere qualcosa con il titolo vuol dire mantenere la parola nel testo, un testo che deve avere i riferimenti migliori. Non quelli che fanno comodo.

Firme fasulle

Io tra i contenuti inserisco anche i commenti lasciati su altri blog. D’altro canto se compilati con cura i commenti possono essere dei piccoli guest post: lo scopo è quello di farsi conoscere dai lettori di altri blog e non di certo elemosinare click.

Peggio ancora quelli che inseriscono come firma keyword ottimizzate. Un simile atteggiamento è fuori dalla storia: ormai non ha nessun beneficio tutto questo (lo ha mai avuto?) e lo stesso Matt Cutts ha sanzionato questo atteggiamento (se usato in modo eccessivo).

Stock inutili

Torno un attimo sulle immagini. Per arricchire i tuoi post e le tue pagine web hai deciso di utilizzare immagini acquistate in un sito stock. Ottima scelta, le immagini sono qualitativamente superiori. Ma attenzione: spesso danno un senso di artificialità al contenuto.

Le immagini devono essere sempre contestualizzate: devono creare un ponte di significato tra contenuto scritto e visual. E spesso le immagini prese dagli stock portano a un risultato opposto.

Vuoi aggiungere qualche consiglio? La tua esperienza sarà sicuramente utile: secondo te quali sono i punti che possono rovinare una content strategy?

Fonte immagine

Riccardo Esposito

Riccardo Esposito, webwriter e blogger freelance. Si occupa di scrittura online dal 2008: ha iniziato in agenzia e ora passa 14 ore al giorno davanti al monitor del suo iMac. Scrive ogni giorno (o quasi) sul suo blog My Social Web

More Posts

Follow Me:
TwitterLinkedInGoogle Plus

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *